31 Gen

Alimentazione e benessere psicofisico.

  • Posted by Davide Boraso
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  • benessere, benessere personale, consapevolezza, crescita personale, decadimento cognitivo, prevenzione

Negli ultimi decenni, una sempre maggiore quantità di studi indica come l’alimentazione e benessere psicofisico siano strettamente legati.

Il cibo, oltre a costituire una fondamentale fonte di energia, di antiossidanti e vitamine può migliorare significativamente il nostro umore, il trattamento di alcune forme d’ansia e le capacità cognitive come memoria e attenzione.

Spesso il regime alimentare occidentale è troppo calorico, povero di nutrienti e può agire negativamente sulla capacità di tollerare ansia e depressione; inoltre, cibi ad alto contenuto di grassi e zuccheri possono renderci temporaneamente più felici e generare una specie di conforto emotivo (nutella, gelati e dolciumi vari per esempio), rischiando di creare un circolo vizioso di auto-medicazione che può provocare dipendenza.

L’ invecchiamento poi, può riservare cattive sorprese al nostro cervello che può perdere colpi dimenticando nomi, volti ed eventi importanti, ciò può accadere anche in giovane età a causa di un’alimentazione scorretta.
In quest’ottica abbiamo alimenti che se assunti in eccesso, danneggiano le connessioni cerebrali, mentre altri aiutano la mente a rimanere in salute.

Alcuni ricercatori hanno scoperto che nelle persone affette da Alzheimer si formano dei grovigli, simili a placche, nel tessuto cerebrale. In queste zone si trova la proteina beta-amiloide e metalli come ferro, rame e zinco. I metalli sono preziosi per l’organismo, ma se vengono assunti in grosse quantità possono danneggiare i neuroni: ad esempio troppo rame può provocare problemi di memoria e una mente meno elastica. Spesso introduciamo nel nostro corpo ferro, rame e zinco ingoiando integratori vitaminici senza averne davvero la necessità.

La relazione tra alimentazione e benessere psicofisico è fortemente positiva per alcuni elementi che favoriscono la protezione del nostro cervello.
Vediamone alcuni.

Pesce e olio di pesce:
un elevato consumo di pesce può contribuire a ridurre fenomeni depressivi, grazie agli acidi grassi omega-3 in esso contenuti (Li et al., 2015, Su et al., 2015). Al fine di evitare l’esposizione al mercurio presente nel pesce, le donne durante la gravidanza dovrebbero prestare attenzione alla quantità e tipo di pesce di cui si nutrono. La FDA (Food and Drug Administration) raccomanda di evitare pesce spada, sgombro e squalo durante la gravidanza. (F.D.A., 2004).

– Noci, mandorle e nocciole:
la frutta secca è un’ottima fonte di vitamina E, potente antiossidante. Alcuni studi sostengono che basterebbero anche solo 30 grammi di frutta secca al giorno per avere il 25% di probabilità in meno di sviluppare l’Alzheimer e le demenze, un’altra ricerca sostiene che che una dieta mediterranea integrata sempre con 30 grammi di frutta secca, come noci, mandorle, nocciole, può ridurre significativamente il rischio di depressione.

– Verdure a foglia verde e broccoli:
cavoli, spinaci, cavolo cinese e broccoli contengono acido folico, calcio, magnesio e vitamina K. L’acido folico è un supplemento utilizzato per migliorare condizioni depressive, inoltre contribuisce a migliorare l’udito. Le verdure a foglia verde contengono anche sostanze che aiutano il fegato nel processo di smaltimento delle tossine.

– Yogurt bianco:
lo yogurt bianco naturale contiene un aminoacido di nome tirosina, utile alla stimolazione di noradrenalina e dopamina, due neurotrasmettitori coinvolti nei processi di attenzione, memorizzazione e regolazione dell’umore.

– More, ribes e uva nera:
gli antociani sono una classe di pigmenti idrosolubili appartenente alla famiglia dei flavonoidi, presenti in buone quantità nelle bacche citate. Gli antociani sono potenti antiossidanti che riducono lo stress ossidativo del cervello proteggendolo da malattie neurologiche.

– Caffé e vino:
uno studio del 2010 afferma che gli amanti della caffeina avrebbero ridotto rischio di sviluppare l’Alzheimer. Vi è però l’altro lato della medaglia: bere molto caffé non favorisce il sonno, e il poco riposo a lungo danneggia le connessioni neuronali. Analogamente un consumo moderato di vino protegge non soltanto il cuore, ma anche il cervello. Risulta fondamentale un uso moderato di entrambi!

Davide Boraso
Psicologo – Psicoterapeuta
Terapeuta EMDR e MindfulnessBCT.

 

Bibliografia

Li F., e al.  Fish consumption and risk of depression: a meta-analysis.  2016 Mar;70(3):299-304

Caffè e alzheimer: http://www.lescienze.it/news/2009/07/06/news/un_buon_caffe_contro_l_alzheimer-574292/