14 Mag

Benessere? Strategie per allenarlo.

  • Posted by Davide Boraso
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  • benessere, benessere personale, crescita personale, riduzione dello stress

Il benessere è una “stato” che si apprende. Imparare a stare bene infatti, non è molto differente che imparare a suonare uno strumento musicale, o andare in bicicletta, questo è ciò che sostiene anche il neuroscienziato Richard Davidson dell’università di Wisconsin-Madison.

In sostanza, allenandoci, possiamo migliorare il nostro benessere come si possono allenare i nostri muscoli.
In una recente conferenza il professor Davidson, ha parlato di 4 componenti fondamentali del benessere supportate dalle neuroscienze; un allenamento costante in queste 4 aree può fare la differenza per aiutarci ad ottenere una migliore qualità d vita. Inoltre i circuiti cerebrali implicati in queste aree sono dotati di plasticità, ossia hanno la possibilità di modificarsi da un punto di vista morfologico e quindi di migliorare.

Ma quali sono le 4 componenti del benessere supportate dalle neuroscienze?

– Resilienza
Spesso le cose non vanno come ci saremmo aspettati, ciò è inevitabile, quello che possiamo fare e ripartire con più slancio di prima.
Ma quando qualcosa di negativo ti accade, quanto tempo ci metti per recuperare? Ci sono persone che ripartono più velocemente di altre e i neuroscienziati, sempre molto attenti a ogni variabile, hanno misurato il tempo di recupero.
In uno di questi studi si è individuato che le persone che possiedono più scopi nella vita e hanno molti interessi, recuperano più velocemente degli altri, pare infatti, che i loro propositi e obiettivi di vita contribuiscano ad aiutarli a riprendersi dalle situazioni stressanti più produttivamente; in accordo con lo studio un’ altra ricerca sostiene che l’allenamento mentale può aiutare le persone a recuperare più velocemente possibile. La ricerca sostiene che i circuiti implicati nella resilienza possano essere migliorati da alcune tecniche fra cui la mindfulness.
In base alle conoscenze attuali si è scoperto che sono sufficienti qualche migliaia di ore di meditazione continue, perchè i circuiti della resilienza siano modificati in modo sensibile. Senza dubbio ciò non avviene velocemente, ma può costituire una buona motivazione e ispirazione per una pratica costante.

– Avere un atteggiamento positivo.
Vedi il buono in ogni persona? Ogni ostacolo della vita pensi possa diventare un’opportunità? La positività è l’abilità di assaporare, godere le esperienze positive dalle azioni quotidiane di vita, come gustarsi un caffè a lavoro oppure vedere almeno un pò di bene in ogni persona con cui ci rapportiamo.

Si tratta di alimentare la nostra capacità di esplorare gli aspetti positivi in ogni circostanza e in ogni persona che incontriamo. Coltivare questo atteggiamento significa essere in grado ancora di meravigliarsi, di trovare con facilità l’entusiasmo per quello che stiamo facendo, di trarre il meglio da qualsiasi situazione.

A differenza di quello che possiamo pensare, la positività è una capacità che possiamo far fiorire dentro di noi con una certa facilità e in questo può essere di grande aiuto, ancora una volta, una pratica regolare  mindfulness e di meditazione in generale. Recuperare un atteggiamento positivo aprirà nuove strade sul nostro orizzonte.

Alcune accortezze per affrontare i pensieri negativi si possono trovare in questo articolo.

– L’Attenzione
Davidson sostiene che una mente che vaga è una mente infelice. Potrebbe essere sorprendente, ma tra le componenti del benessere c’è anche lei, l’attenzione. Poco tempo fa’ è stato svolto un esperimento durante il quale ad un gruppo di persone è stato dato un questionario da compilare in vari momenti della giornata. Le domande erano le seguenti:

Cosa stai facendo adesso?
Dov’è la tua mente adesso?
Quanto sei felice in questo preciso istante?
I risultati del questionario sono stati piuttosto interessanti: circa il 47% degli adulti intervistati non era concentrato su quello che stava facendo e questo aveva un impatto negativo sul loro stato d’animo oltre che sulle prestazioni. Il livello di attenzione e focalizzazione, la qualità del nostro ascolto, la capacità di osservare con attenzione ciò che accade intorno a noi sono inevitabilmente collegate al nostro benessere.
Senza dubbio si può migliorare almeno di un pò la nostra capacità di prestare attenzione, Davidson sostiene che se si potesse abbassare la distraibilità di almeno un 5% si avrebbe un impatto decisamente positivo su produttività, presenza mentale, capacità di essere presenti per gli altri e una maggior profondità nell’ascolto.

– La Generosità
Fare qualcosa per gli altri attiva immediatamente nella nostra mente il circuito del benessere.
Davidson sostiene che “Quando le persone si impegnano in un comportamento generoso e altruista, attivano i circuiti del cervello che sono fondamentali per la promozione del benessere”. Inoltre: “Questi circuiti si attivano in modo da avere un’attivazione più durevole rispetto ad altri tipi di incentivi positivi.”

Non ci resta che metterci all’opera!

La cura per gli altri è doppiamente positiva, infatti si può beneficiare dall’essere generosi e inoltre, allo stesso tempo, donare benessere ad altre persone. Un recente studio condotto dal laboratorio di Davidson suggerisce che l’allenamento alla compassione può alterare la propria risposta alla sofferenza in modo positivo.
Estendere gentilezza a se stessi e agli altri, è una semplice ma potente espressione della consapevolezza.

“I nostri cervelli sono costantemente in cambiamento consapevolmente o inconsapevolmente, purtroppo la maggior parte del tempo si modificano senza che noi ne siamo consapevoli”, dice Davidson, a conclusione del suo discorso. “Tuttavia, abbiamo l’opportunità di assumerci maggiori responsabilità per la formazione intenzionale della nostra mente e attraverso questo, siamo in grado di plasmare il nostro cervello in modi che consentano a questi quattro costituenti fondamentali del benessere di essere rafforzati.”

Quali di queste capacità allenate ogni giorno?
Cosa potreste fare per migliorarle?
Riprendere il controllo della nostra mente significa diventare i primi autori del nostro benessere, da adesso.

Cambiare è complesso, ma prendere consapevolezza del proprio potenziale è già un primo grande passo verso la propria crescita. E a volte, quando ci apriamo a nuove idee la nostra mente ci guida naturalmente verso strade più felici e a quel punto non ci resta che stare a vedere cosa succede.

Davide Boraso
Psicologo – Psicoterapeuta
Terapeuta EMDR e MindfulnessBCT.