09 Mar

Dolore lombare cronico.

  • Posted by Davide Boraso
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Il dolore lombare è una condizione piuttosto frequente nella popolazione adulta, soprattutto nella fascia di età tra i 30 e i 50 anni, anche se può essere presente anche in età pediatrica.

Per comprendere la portata del problema, basti dire che negli Stati Uniti si stima che ogni anno almeno il 5% degli individui adulti soffra di un episodio di lombalgia.
Purtroppo la tendenza alla cronicizzazione di questo disturbo nonostante si attuino terapie correttive è abbastanza alta.

Qualche studio può fornire spunti per alcune considerazioni importanti: alcuni indicano una percentuale di pazienti, che oscilla tra il 10% e il 60%, che presenta la sindrome da dolore lombare cronico dopo interventi chirurgici tecnicamente riusciti o conservativi per patologia discale (Tullberg 1994, Fraser 1995).
Si è messo in evidenza, quindi, che, anche quando la causa del dolore lombare è conosciuta e corretta, alcuni individui continuano a lamentare dolori piuttosto forti e disagevoli nella quotidianità.

Altre ricerche interessanti informano che circa 2/3 delle persone che non hanno mai sofferto di dolori lombari gravi hanno lo stesso genere di strutture anormali nella schiena come le ernie discali a cui spesso viene imputato il mal di schiena cronico (jensen e al. 1994).

Milioni di persone che soffrono di mal di schiena cronico invece, non rivelano “anormalità” di alcun tipo alla schiena neppure con esami clinici estensivi (Frymore 2008) e molte persone continuano a provare dolore dopo un intervento di riparazione tecnicamente riuscito.

Stress psicologico e insoddisfazione lavorativa permettono di prevedere chi svilupperà un dolore alla schiena disabilitante meglio delle misure fisiche e dell’impegno fisico richiesto dal proprio lavoro (Bigos e al. 1991)
Tutto ciò non avrebbe senso se la maggior parte del mal di schiena fosse dovuto all’ernia del disco e ad altri problemi strutturali mentre è assolutamente comprensibile se fosse anche conseguenza di stress e tensione muscolare.

Diventa quindi fondamentale un approccio integrato che si occupi anche delle tensioni muscolari e degli effetti dati da stress e sintomatologia ansiosa.

Gli studi sopracitati sembrano confermare le intuizioni che Jon Kabat-Zinn ebbe negli anni ’70: il fisiologo americano ipotizzò che avrebbe potuto aiutare le persone a ridurre il dolore e lo stress creando un percorso strutturato, che univa la millenaria esperienza delle tecniche meditative della mindfulness con competenze scientifiche e psico-educazionali, proprio in ambito medico.

Così nel 1979, con il sostegno del primario di Medicina Interna del Medical Center dell’Università di Worcester (Boston –Massachusetts), fonda la prima  Clinica per la riduzione dello stress basata sulla coltivazione della Consapevolezza.

Il programma MBSR messo a punto da Kabat-Zinn ha ottenuto risultati concreti e validati da ricerche per un miglior controllo dei dolori fisici, dello stress, della riduzione dell’uso di farmaci antidolorifici e dei sentimenti negativi dati dalla cronicità dei dolori.

Davide Boraso
Psicologo – Psicoterapeuta
Terapeuta EMDR e MindfulnessBCT

 

Bibliografia

Tullberg T., Grane P., Isacson J. – Gadolinium-enhanced magnetic resonance imaging of 36 patients one year after lumbar disc resectionSpine (Phila Pa 1976). 1994 Jan 15;19(2):176-82.