19 Apr

Hai mai avuto l’ansia di parlare in pubblico?

  • Posted by Davide Boraso
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  • ansia, benessere aziendale, crescita personale, fobie invalidanti

Parlare in pubblico è tutt’altro che semplice, esporsi in prima persona davanti ad una folta platea o a un piccolo gruppo costituisce una situazione stressante.

In svariate professioni o occasioni di vita, può capitare di dover parlare in pubblico. Conferenze e riunioni, esami universitari, presentazioni, sono solo alcune delle situazioni in cui occorre affrontare un discorso davanti ad un elevato numero di persone, magari sconosciute.

Può capitare che in quei frangenti, la nostra mente inizi a produrre pensieri disfunzionali come: “e se sbaglio o mi blocco?”, “cosa penseranno di me?”, “quale sarà il giudizio del pubblico?”

Ciò potrebbe produrre una forte attivazione del sistema nervoso con conseguente tachicardia, sudorazione, rossore e ripercussioni su memoria, concentrazione fino ad arrivare a veri e propri blocchi.

A volte si è preoccupati di parlare in pubblico semplicemente perchè si ha poca esperienza e scarsa dimestichezza: in questo caso l’elemento stressante è legato alla novità, all’aumento delle occasioni dovrebbe corrispondere una diminuzione dell’ansia.

In altre situazioni l’ansia può continuare ad essere elevata anche in seguito alla “pratica”, in questi casi si innescano i meccanismi tipici dell’ansia anticipatoria. Se una piccola dose di ansia è necessaria perchè aiuta ad essere più attenti e concentrati, quando si oltrepassa una certa soglia, si determina l’effetto opposto influenzando negativamente la prestazione.

Le preoccupazioni più frequenti sono connesse alla possibilità che il discorso non sia sufficientemente comprensibile, che il pubblico si annoi o sia disinteressato, che si arrossisca e gli altri se ne accorgano, di generare opinioni negative e di avere ripercussioni sulla carriera.

Dato che spesso si è di fronte a sconosciuti non si possiedono molti elementi per prevedere come gli altri ci giudicheranno e ci rifacciamo quindi ai nostri consueti schemi mentali.
Se, non siamo perfettamente soddisfatti di noi stessi, e tendiamo a vederci come persone non del tutto adeguate, ci aspetteremo che gli altri se ne accorgano e ciò avrà ripercussioni negative sulle abilità di public speaking.

Quali strategie utilizzare?

1. Informati sul pubblico.

E’ fondamentale conoscere l’ audience. Chi sono le persone che ascolteranno il tuo discorso, cosa pensano, cosa amano?
C’è grande differenza se sono amici, oppure colleghi: nel primo caso cerca di divertirli, nel secondo cerca di ispirarli e di offrire un punto di vista alternativo per migliorare la propria professione. Inoltre se si conosce il pubblico, si possono costruire aneddoti o riferimenti che aiutino a creare empatia e feeling con l’uditorio.

2. L’esercizio è imprescindibile.

Non c’è modo migliore per padroneggiare l’arte di parlare in pubblico che misurarti con essa costantemente. L’esercizio, come per molti altri ambiti, è la chiave di tutto. Prepara il discorso con anticipo e prenditi qualche giorno per provarlo, da solo allo specchio ma anche davanti ad un piccolo gruppo pronto ad ascoltarti.
Così facendo, capirai se il discorso è davvero efficace e quali sono gli aspetti da migliorare. Per testare la tua preparazione, prova a ripetere il discorso con una distrazione in sottofondo. Accendi la TV o la radio e sperimenta che effetto fa. Se riesci a non perdere il filo, probabilmente il tuo allenamento sta dando buoni frutti.

3. Regola il ritmo.

Una regola importante, consiste nell’ impostare la presentazione col giusto ritmo: prenditi le giuste pause, rallenta e scandisci bene le parole, ma non eccedere con le pause e la lentezza, perchè il rischio è di diventare soporiferi.

Data l’importanza del ritmo è meglio evitare di leggere il discorso: si rischia di annoiare il pubblico, di perdere la sua attenzione e la possibilità di stabilire un contatto visivo; ad un certo punto qualcuno potrebbe riflettere su quale sia la differenza tra essere li ad ascoltarvi e starsene a casa a leggere l’intervento in poltrona.

4. Cura la parte iniziale.

L’incipit è fondamentale per predisporre positivamente il pubblico, ci sono diversi modi per affrontare questa fase:
– raccontare una storia personale può essere utile per sviluppare coinvolgimento ed empatia con il pubblico;
– utilizzare una frase ad effetto: che siano dati statistici, ricerche o affermazioni, l’importante è stupire la platea con qualcosa di inaspettato;
– porre una domanda retorica: può infatti innescare rapidamente nel pubblico, il desiderio di approfondire l’argomento e di porsi degli interrogativi.
– ammetti le tue paure: si può confessare fin dall’inizio il timore di parlare in pubblico. Puoi usare l’ironia o trasmettere il tuo entusiasmo, ma ammetti di essere un po’ nervoso. In questo modo, se temi che i presenti possano notare la tua agitazione, ti sentirai più sereno e non dovrai forzarti di apparire sicuro di te a tutti i costi. In più, creerai una connessione con l’uditorio: molte persone, infatti, hanno la tua stessa ansia!

5. Controlla la respirazione.

Se temi una voce tremolante o di fare scena muta, hai un’ancora  efficacissima: la respirazione. Se parli troppo rapidamente il respiro si farà affannoso, attiverai il tuo sistema nervoso nella modalità attacco/fuga e ciò determinerà una maggior ansia. Quando avverrà ciò  non sarai più in grado di controllare paura e discorso. Non c’è bisogno di parlare rapidamente. Se la respirazione e le tue parole sono troppo veloci, probabilmente non sarai in grado di controllare né la paura né il discorso. Per questo devi concentrarti sulla respirazione, cercando di utilizzare il diaframma e fare qualche espirazione un pò più lunga. Potrebbe aiutarti fermarti per bere un sorso d’acqua o una piccola pausa. In questo modo avrai più tempo per pensare, regolarti e spiegarti meglio.

Davide Boraso
Psicologo – Psicoterapeuta
Terapeuta EMDR e MindfulnessBCT.

 

Bibliografia

Per approfondire: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-05-13/parlare-pubblico-che-ansia-224014.shtml?uuid=ABCJX3HB