07 Mag

Tutti mi vogliono ma nessuno mi prende.

  • Posted by Davide Boraso
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  • benessere, consapevolezza, crescita personale, psicologo biella, psicoterapeuta biella

Tutti mi vogliono ma nessuno mi prende! Continue delusioni sentimentali, tutti ti trattano come fossi usa e getta. Alcuni escono con te quattro o cinque volte per poi accorgersi che forse è meglio restare amici.

Non capisci davvero che problema hai. Pensi che devi essere certamente tu ad avere qualcosa che non va, però non lo comprendi appieno. Tutti ti dicono che non hai niente e che devi dare tempo al tempo, ma il fatto di venire trattata sempre cosi ti fa molto male, ti ha resa la persona più insicura del mondo. Certe volte pensi che, non sai neanche se valga la pena, vivere una vita fatta di continue prese in giro e delusioni. L’ ultimo ragazzo ti ha scritto per un mese e mezzo dicendoti che per lui eri stupenda e che gli piacevi tantissimo, poi adesso ha deciso che gli interessi come amica. Credi di stufare le persone, pensi di non essere bella abbastanza, o abbastanza intelligente… Inizi a dubitare di te stessa e un ritornello inizia a farsi strada nella tua mente: “tutti mi vogliono ma nessuno mi prende”.

Storie che spesso sento raccontare in studio. Può capitare infatti che nelle relazioni con gli altri, si inneschino meccanismi che si ripetono immutati nel tempo. Si incontrano più o meno le stesse tipologie di persone che confermano quel meccanismo. In realtà non vi è nulla che non vada in noi. Anche quando tutto sembra andare storto, semplicemente capita a volte, che arrivino nella nostra esistenza esperienze come quella descritte sopra.

Ho incontrato donne incastrate nel ruolo dell’eterna amica, una specie di crocerossina che difficilmente osa o si dichiara, fatica ad esprimere cosa pensa o ciò che sente dentro al proprio cuore. L’ uomo, in circostanze simili potrebbe approfittarsene: si ritrova non solo con una nuova fiamma o una potenziale partner, ma anche con la cara vecchia amica pronta a coccolarlo e a farlo sentire importante.

Potrebbe apparire come un’atteggiamento infantile, ma non lo è: molte donne sono spesso più impacciate, timide e riservate che ragazzine adolescenti. Se le teenager di oggi, cresciute con smartphone, chat, i social, hanno imparato a volte, a spingersi anche un pò troppo oltre, sono tantissime le donne che soffrono di bassa autostima ed il timore  di agire. Passando il tempo, la donna insicura tenderà, a sentirsi a suo agio esclusivamente vivendo ruoli marginali o poco appariscenti. Il ruolo di eterna confidente è un guscio in cui molte, si illudono di trovare la propria sicurezza.

I motivi possono essere molteplici e complessi: da una bassa autostima a una scarsa consapevolezza di sé. Questa combinazione micidiale rappresenta l’autoinganno più pericoloso che la mente possa creare a discapito di se stessa, perché si rischia di mettere in atto una propria profezia che si auto-avvera. Lo schema potrebbe essere: credo di non valere, di non essere abbastanza, di non poter conquistare il suo cuore se non come amica, pertanto penso, comunico, agisco in linea con quanto credo. Risultato? Lui mi vedrà come un’amica. L’eterna single (involontaria) non è vittima di uomini che non la valorizzano o che non la prendono in considerazione. E’ carnefice di se stessa, delle convinzioni su di sé e del timore dell’opinione altrui. Cerca conferme dall’esterno per colmare forse un vuoto interiore che la induce ad aver paura del rifiuto, pertanto fatica a mettersi in gioco.

Se indossiamo un ruolo che non ci appartiene, arrediamo la nostra vita con dolore e sofferenza e rischiamo di rimanere prigionieri. Si prova un profondo senso di inadeguatezza, accompagnato dal senso di colpa per non essere abbastanza, per non essere all’altezza e l’autostima, finisce ancora più in basso. Paradossalmente, è quasi come se si scegliesse un dolore certo, ma più gestibile e prevedibile, a un possibile piacere forse troppo grande da gestire e sconosciuto.

E’ importante trovare un tempo e uno spazio per imparare a stare e ascoltare i movimenti dell’anima: vi è una regola semplice che la vita ci offre: imparare ad accogliere ed accettare ciò che viviamo, ascoltando cosa muova o smuova dentro di noi. Questo è un terreno fertile dove imparare a volerci bene, accoglierci per quello che siamo.

Detto ciò, occorre ricordare anche che tutto ciò che facciamo è una nostra decisione. Stabiliamo, scientemente o inconsapevolmente, che tipo di atteggiamento avere e su di esso possiamo operare dei cambiamenti. Lo strumento migliore che ciascuno ha a propria disposizione e che andrebbe costantemente allenato è la consapevolezza di se stessi. Più mi avvicino a chi sono davvero, meno cado in trappole che la mia stessa mente tende. Più profondamente mi conosco, più capisco che la maggior parte delle convinzioni che influenzano la mia persona e l’idea che ho di me sono solo pensieri, non realtà.

Davide Boraso
Psicologo – Psicoterapeuta
Terapeuta EMDR e MindfulnessBCT.

 

Bibliografia

Jon Kabat-Zinn – Vivere momento per momento. Tea 2010.
Williams, Penman – Metodo Mindfulness. Mondadori 2014.